Le prossime elezioni politiche 2027 rinnoveranno la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica alla fine della XIX legislatura, iniziata il 13 ottobre 2022. Rispetto al 2022 cambiano le regole: il 24 ottobre 2026 è entrata in vigore la nuova legge elettorale, approvata definitivamente dalla Camera l'8 ottobre, che sostituisce il cosiddetto Rosatellum. Ecco cosa si sa sulla data del voto, su come si voterà, su chi potrà votare e sul voto degli italiani all'estero, con le informazioni aggiornate a ottobre 2026.

Quando si vota: la scadenza della legislatura

Secondo l'articolo 60 della Costituzione, ciascuna Camera dura cinque anni. La XIX legislatura si è aperta con la prima seduta del 13 ottobre 2022, quindi la sua scadenza naturale cade nell'ottobre 2027. L'articolo 61 stabilisce che le elezioni delle nuove Camere si svolgano entro settanta giorni dalla fine delle precedenti e che la prima riunione avvenga entro venti giorni dal voto.

A fine ottobre 2026 una data ufficiale non esiste ancora. A fissarla sarà il decreto del presidente della Repubblica che scioglie le Camere e indice le elezioni, su deliberazione del Consiglio dei ministri. Il voto potrebbe anche essere anticipato: lo scioglimento prima della scadenza spetta al capo dello Stato, che deve sentire i presidenti delle due Camere (articolo 88). Nel dibattito politico è circolata l'ipotesi di un voto anticipato a giugno 2027, mentre i leader di Lega e Forza Italia hanno indicato la scadenza naturale dell'autunno 2027: si tratta di posizioni politiche, non di decisioni.

La nuova legge elettorale in vigore dal 24 ottobre 2026

La riforma, soprannominata «Stabilicum» dal centrodestra e «Melonellum» dalle opposizioni, ha seguito questo percorso: primo via libera della Camera a luglio 2026, approvazione del Senato con modifiche il 15 settembre e voto finale della Camera l'8 ottobre, con 227 voti favorevoli e 164 contrari a scrutinio segreto. Il presidente della Repubblica l'ha promulgata il 9 ottobre, lo stesso giorno è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale e, come riferito dall'agenzia ANSA, è entrata in vigore il 24 ottobre 2026, quindici giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Salvo interventi della Corte costituzionale o nuove modifiche, sarà questa la legge applicata alle elezioni politiche del 2027.

Le principali novità, come sintetizzate nella scheda ANSA sulla riforma:

  • sistema proporzionale: spariscono i collegi uninominali del Rosatellum e i seggi vengono assegnati nei collegi plurinominali;
  • premio di maggioranza: alla lista o coalizione che supera il 42% dei voti sia alla Camera sia al Senato vanno 70 deputati e 35 senatori aggiuntivi rispetto alla quota proporzionale, con un tetto di 220 deputati su 400 e 113 senatori su 200;
  • nessun ballottaggio: se nessuno raggiunge il 42%, o se Camera e Senato danno vincitori diversi, il premio non scatta e i seggi sono ripartiti in modo proporzionale;
  • soglie di sbarramento: 3% per le liste e 10% per le coalizioni; all'interno di una coalizione può ottenere seggi anche la prima lista sotto il 3%;
  • preferenze: il capolista è bloccato, mentre per gli altri candidati della lista si possono esprimere fino a tre preferenze, con alternanza di genere (altrimenti contano solo quelle valide secondo questa regola);
  • candidato premier: insieme al programma, le liste devono indicare il nome della persona proposta come presidente del Consiglio, che però non compare sulla scheda; la nomina resta una prerogativa del presidente della Repubblica (articolo 92 della Costituzione).
ElementoRosatellum (elezioni 2022)Nuova legge (dal 24 ottobre 2026)
ImpiantoMisto: collegi uninominali e quota proporzionaleProporzionale con premio di maggioranza
Collegi uninominaliSìNo
Premio di maggioranzaNon previsto70 seggi alla Camera e 35 al Senato con almeno il 42% in entrambe
Soglie3% liste, 10% coalizioni3% liste, 10% coalizioni
PreferenzeNo, liste bloccateFino a tre, con capolista bloccato
Indicazione del candidato premierNon obbligatoriaObbligatoria, ma non sulla scheda
Voto dei fuorisedeNon previsto per le politichePrevisto, con iscrizione in un apposito elenco

Le posizioni di maggioranza e opposizioni

Il giudizio sulla legge divide le forze politiche. Secondo la maggioranza di centrodestra la riforma serve a garantire stabilità ai governi e a far conoscere agli elettori, prima del voto, coalizione, programma e candidato premier. Le opposizioni contestano soprattutto il premio di maggioranza, l'assenza per i capilista della quota di genere 60/40 prevista dal Rosatellum e l'aumento delle firme richieste ai partiti non presenti in Parlamento (da 1.500 a 6.000 per collegio); durante il voto al Senato del 15 settembre hanno esposto cartelli con la scritta «No alla legge truffa».

Un gruppo di giuristi e alcune forze di opposizione hanno annunciato ricorsi nei tribunali, con l'obiettivo che un giudice sollevi la questione davanti alla Corte costituzionale. I promotori contestano, tra l'altro, il premio di maggioranza calcolato su base nazionale anche per il Senato, che secondo l'articolo 57 della Costituzione è eletto «a base regionale», le regole sulle firme e sulla parità di genere e l'indicazione obbligatoria del candidato premier; altri costituzionalisti ritengono invece infondata gran parte di queste obiezioni. A ottobre 2026 non esiste alcuna pronuncia della Consulta sulla nuova legge: eventuali decisioni potrebbero arrivare solo nei prossimi mesi.

Chi può votare

Votano i cittadini italiani maggiorenni iscritti nelle liste elettorali, come stabilisce l'articolo 48 della Costituzione: il voto è «personale ed eguale, libero e segreto». Dal 2021, con la modifica dell'articolo 58, anche per il Senato basta aver compiuto 18 anni, mentre prima ne servivano 25. Diverse sono le età per essere eletti: 25 anni per la Camera e 40 per il Senato.

Si vota con la tessera elettorale e un documento di identità valido. Chi ha perso la tessera o ha esaurito gli spazi per i timbri può chiederne una nuova all'ufficio elettorale del proprio Comune, aperto anche nei giorni del voto.

Consiglio: controlla per tempo che la tessera elettorale abbia ancora spazi liberi e che il documento non sia scaduto. Se studi o lavori fuori regione, segui le comunicazioni del tuo Comune sulle modalità di iscrizione nell'elenco dei fuorisede: le regole attuative saranno definite in vista del voto.

Il voto dei fuorisede

La nuova legge introduce, per la prima volta alle elezioni politiche, la possibilità di votare nel luogo in cui si è temporaneamente domiciliati. Secondo la scheda ANSA, il diritto riguarda chi per studio o lavoro è temporaneamente domiciliato lontano dal luogo di iscrizione elettorale da almeno nove mesi e chi vi si trova per cure da almeno tre mesi; durante l'esame al Senato è stato esteso anche ai caregiver di familiari o figli ricoverati in un'altra regione. Bisogna iscriversi in un apposito elenco entro 30 giorni dal momento in cui si maturano i requisiti e comunque almeno 45 giorni prima delle elezioni. I dettagli operativi saranno precisati dalle istruzioni del Ministero dell'Interno e dei Comuni.

Il voto degli italiani all'estero

I cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE eleggono i propri rappresentanti nella circoscrizione Estero: secondo la Costituzione, 8 deputati e 4 senatori. La nuova legge ne cambia l'organizzazione: per la Camera le ripartizioni scendono da quattro a due (Europa ed extra Ue), per il Senato diventano un'unica area.

Le regole di base sul voto per corrispondenza sono illustrate dal Ministero degli Affari Esteri. Gli iscritti AIRE ricevono il plico elettorale all'indirizzo di residenza e devono restituirlo al consolato entro le 16 del giovedì precedente il voto in Italia. Chi preferisce votare in Italia deve comunicarlo per iscritto al consolato: per le elezioni alla scadenza naturale, entro il 31 dicembre dell'anno precedente; in caso di scioglimento anticipato, entro dieci giorni dall'indizione. Chi si trova all'estero temporaneamente, per almeno tre mesi, per lavoro, studio o cure, può votare per corrispondenza presentando un'opzione al proprio Comune entro il trentaduesimo giorno prima del voto. Eventuali adeguamenti legati alla nuova legge saranno comunicati dalla Farnesina e dai consolati.

Domande frequenti

Quando sono le prossime elezioni politiche?

La legislatura scade nell'ottobre 2027 e il voto deve avvenire entro settanta giorni dalla fine delle Camere. A ottobre 2026 non è stata fissata alcuna data ufficiale e resta possibile un voto anticipato.

Si vota ancora con il Rosatellum?

No. Dal 24 ottobre 2026 è in vigore la nuova legge elettorale, che lo sostituisce.

Con la nuova legge si possono dare le preferenze?

Sì, fino a tre, con alternanza di genere, per i candidati diversi dal capolista, che resta bloccato.

Che cosa succede se nessuno arriva al 42%?

Il premio di maggioranza non viene assegnato e i seggi sono distribuiti in modo proporzionale. Non è previsto il ballottaggio.

Gli studenti fuorisede potranno votare dove studiano?

Sì, se sono domiciliati fuori dal luogo di iscrizione elettorale da almeno nove mesi e si iscrivono nell'apposito elenco almeno 45 giorni prima del voto. I dettagli operativi saranno definiti dal Ministero dell'Interno.

L’autore