Il decreto carburanti è legge. Mercoledì 4 novembre 2026 l'Aula della Camera ha approvato in via definitiva il provvedimento con 137 voti favorevoli e 97 contrari, confermando il testo già modificato dal Senato. Il decreto, che contiene "disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi", proroga le aliquote ridotte delle accise sul gasolio e sul biodiesel usati come carburanti e interviene su trivellazioni, rinnovabili e costi dell'energia elettrica.

Accise sul gasolio e misure sui prezzi

La parte da cui il decreto prende il nome riguarda i prezzi dei carburanti. Il testo convertito in legge proroga la riduzione delle accise su gasolio e biodiesel per autotrazione, una misura che nel frattempo era già scaduta: con la conversione il Parlamento ratifica una proroga ormai esaurita.

Trivellazioni, rinnovabili e bollette

Durante l'esame parlamentare il decreto si è allargato ad altri temi dell'energia. Per i procedimenti sugli idrocarburi su terraferma (prospezione, ricerca ed estrazione) è previsto un commissario con poteri sostitutivi dello Stato quando la Regione non si esprime sull'intesa. Con una modifica approvata al Senato, i suoi poteri si estendono a ogni atto o autorizzazione necessaria per concludere il procedimento.

L'Arera, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, dovrà rivedere i contributi di connessione alla rete elettrica, riducendo la cosiddetta quota potenza e rimodulando le altre voci, senza aumentare gli oneri di sistema a carico degli utenti finali. L'obiettivo indicato è favorire l'elettrificazione dei consumi, in linea con il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima.

Il testo modifica inoltre i criteri di ammissibilità dei residui dell'industria agroalimentare e delle biomasse usati negli impianti di biogas e biometano, e cambia le regole sulle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili su terraferma, comprese le fasce di rispetto attorno ai siti Unesco previste dal testo unico sulle rinnovabili.

Cosa succede ora

Con il voto della Camera il percorso parlamentare del decreto si è concluso. Per la revisione dei contributi di connessione toccherà ora all'Arera intervenire con i propri provvedimenti.

Fonti: Teleborsa · Tgcom24 · Automoto.it

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