Il fuorigioco è la regola del calcio che fa discutere di più, al bar come in televisione. Eppure il principio è semplice: un attaccante non può aspettare il pallone appostato davanti all'ultimo difensore. Qui trovi cosa dice la Regola 11, quando la posizione irregolare diventa un'infrazione, quali sono le eccezioni e come lavorano oggi il VAR e il fuorigioco semiautomatico.

Cos'è il fuorigioco secondo la Regola 11

Le regole del calcio sono scritte dall'IFAB, l'organismo internazionale che aggiorna ogni anno il Regolamento del giuoco. Il fuorigioco occupa la Regola 11, che nell'edizione 2026/27 resta invariata nella sostanza. Il testo, consultabile per intero nella versione ufficiale della Regola 11 pubblicata dalla Federcalcio inglese, distingue due concetti diversi: la posizione di fuorigioco e l'infrazione di fuorigioco.

Un giocatore si trova in posizione di fuorigioco quando, nel momento in cui un compagno gioca o tocca il pallone, sono vere tre condizioni insieme:

  • una parte della testa, del corpo o dei piedi è nella metà campo avversaria (la linea di metà campo non conta come metà avversaria);
  • quella parte è più vicina alla linea di porta avversaria rispetto al pallone;
  • quella parte è più vicina alla linea di porta anche rispetto al penultimo avversario.

Mani e braccia non contano, nemmeno quelle dei portieri. Per stabilire dove finisce il braccio, il regolamento fissa il limite superiore all'altezza della parte inferiore dell'ascella. La spalla, quindi, conta: può bastare per finire in fuorigioco.

Penultimo avversario e linea: i dettagli che decidono

Il riferimento non è l'ultimo difensore, come si dice spesso, ma il penultimo avversario. Nella maggior parte delle azioni l'ultimo uomo è il portiere, quindi il penultimo coincide con il difensore più arretrato. Quando però il portiere è uscito dai pali, il conto cambia: contano i due avversari più vicini alla linea di porta, qualunque ruolo abbiano.

Essere in linea è regolare. Un attaccante allineato al penultimo avversario, oppure agli ultimi due avversari, non è in posizione di fuorigioco. Lo stesso vale se l'attaccante si trova dietro al pallone o nella propria metà campo nel momento del passaggio.

Conta un istante preciso: il primo punto di contatto del compagno con il pallone. Non conta dove si trova l'attaccante quando riceve, ma dove si trovava quando il compagno ha giocato la palla. Per questo un giocatore può partire da posizione regolare, superare tutti i difensori e ricevere il pallone da solo davanti al portiere senza commettere alcuna infrazione.

Quando il fuorigioco diventa infrazione

Trovarsi in posizione di fuorigioco non è di per sé un'infrazione. L'arbitro interviene solo se il giocatore partecipa attivamente al gioco. La Regola 11 indica tre casi:

  • Interferire con il gioco: giocare o toccare il pallone passato o toccato da un compagno.
  • Interferire con un avversario: impedirgli di giocare il pallone ostruendo la sua linea di visione, contendergli la palla, tentare in modo evidente di giocare un pallone vicino quando questo influisce sull'avversario, oppure compiere un'azione evidente che ne condiziona la capacità di giocare il pallone.
  • Trarre vantaggio dalla posizione: giocare il pallone che rimbalza sul palo, sulla traversa o su un avversario, oppure dopo una parata intenzionale di un avversario.

C'è un caso che genera molte polemiche. Se il pallone arriva all'attaccante dopo una giocata volontaria di un avversario, per esempio un passaggio sbagliato o un rinvio maldestro, il fuorigioco non si applica. L'eccezione è la parata intenzionale: se il portiere o un difensore salva un tiro e la palla finisce all'attaccante in posizione irregolare, l'infrazione resta.

Quando il fuorigioco non c'è: le eccezioni

Ci sono tre ripartenze in cui il fuorigioco non è mai punibile se il giocatore riceve il pallone direttamente: la rimessa dal fondo, la rimessa laterale e il calcio d'angolo. Su una punizione, invece, la regola si applica normalmente.

Il regolamento prevede anche due situazioni particolari legate a chi esce dal campo. Un difensore che lascia il terreno di gioco senza permesso viene considerato posizionato sulla propria linea di porta o laterale ai fini del fuorigioco, fino alla successiva interruzione o finché la sua squadra non allontana il pallone oltre l'area di rigore verso la metà campo. Un attaccante può invece uscire dal campo per non partecipare all'azione, ma se rientra e torna in gioco prima di quel momento viene considerato sulla linea di porta.

Quando l'infrazione c'è, la sanzione è un calcio di punizione indiretto per la squadra avversaria, battuto dal punto in cui è avvenuta l'infrazione, anche se si trova nella metà campo della squadra che l'ha commessa.

SituazioneFuorigioco?
Attaccante in linea con il penultimo avversario al momento del passaggioNo
Attaccante nella propria metà campo al momento del passaggioNo
Attaccante dietro la linea del palloneNo
Pallone ricevuto direttamente da rimessa laterale, calcio d'angolo o rimessa dal fondoNo
Solo il braccio oltre il penultimo avversarioNo
Spalla o piede oltre il penultimo avversario e tocco del palloneSì
Attaccante in posizione irregolare che copre la visuale al portiere sul tiro di un compagnoSì
Pallone ricevuto dopo una parata intenzionale del portiereSì
Pallone ricevuto dopo un passaggio volontario sbagliato di un avversarioNo

VAR e fuorigioco semiautomatico

Nelle competizioni professionistiche il fuorigioco viene controllato anche al VAR. Il nuovo regolamento 2026/27 ha inserito in modo esplicito la possibilità, per gli organizzatori, di usare la tecnologia per il fuorigioco, compreso il sistema semiautomatico, come spiega la sintesi delle modifiche alle regole per la stagione 2026/27.

Il fuorigioco semiautomatico è stato usato dalla FIFA ai Mondiali del Qatar nel 2022. Nella versione descritta dalla FIFA, dodici telecamere sotto il tetto dello stadio seguono fino a 29 punti del corpo di ogni giocatore, 50 volte al secondo, mentre un sensore nel pallone invia dati 500 volte al secondo. Il sistema segnala la posizione irregolare agli ufficiali al VAR, che la verificano e informano l'arbitro: la decisione finale resta sempre all'arbitro. Con gli stessi dati viene creata l'animazione in 3D mostrata sui maxischermi e in tv.

In Italia la tecnologia ha debuttato nella finale di Supercoppa tra Milan e Inter del 18 gennaio 2023, in Arabia Saudita, e la Serie A l'ha adottata dal girone di ritorno di quella stagione, come riportava LaPresse all'annuncio dell'esordio.

Consiglio: quando guardi un replay, fermati sull'istante in cui il compagno colpisce il pallone e confronta la parte più avanzata di testa, corpo o piedi dell'attaccante con quella del penultimo avversario. Ignora le braccia e non guardare il momento in cui l'attaccante riceve: è lì che nascono quasi tutti gli equivoci.

Domande frequenti

Si può essere in fuorigioco nella propria metà campo?

No. La posizione di fuorigioco richiede che una parte di testa, corpo o piedi si trovi nella metà campo avversaria, e la linea di metà campo non conta come metà avversaria.

Il fuorigioco vale sul calcio d'angolo?

No. Il fuorigioco non è punibile se il giocatore riceve il pallone direttamente da un calcio d'angolo, da una rimessa laterale o da una rimessa dal fondo.

Le braccia contano per il fuorigioco?

No, le mani e le braccia di tutti i giocatori, portieri compresi, non vengono considerate. Il braccio inizia dalla parte inferiore dell'ascella, quindi la spalla conta.

Chi decide il fuorigioco quando c'è il VAR?

La decisione finale spetta sempre all'arbitro. Il VAR e il sistema semiautomatico forniscono informazioni sulla posizione, che vengono verificate dagli ufficiali al monitor prima di essere comunicate al direttore di gara.

Che cosa succede dopo un fuorigioco fischiato?

La squadra avversaria batte un calcio di punizione indiretto dal punto in cui è avvenuta l'infrazione.

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