La riforma del cinema è legge. Mercoledì 4 novembre l'Aula del Senato ha approvato in via definitiva, all'unanimità, il testo sul cinema e l'audiovisivo già votato dalla Camera. Il provvedimento istituisce un'Agenzia per il cinema e l'audiovisivo e affida al governo una delega per riorganizzare incentivi, contributi e tutele del settore.

Agenzia e Forum, le due novità

La legge crea due nuovi organismi. L'Agenzia per il cinema e l'audiovisivo prenderà in carico la gestione tecnica del sostegno pubblico, separandola dall'indirizzo politico che resta al ministero. Nasce poi il Forum del cinema e dell'audiovisivo, un organismo permanente di consultazione che non comporta nuove spese per lo Stato.

Il testo unifica la proposta di delega della maggioranza, presentata dal presidente della commissione Cultura della Camera Federico Mollicone (FdI), e quella del Pd, che ha come prima firmataria la segretaria Elly Schlein.

Cosa dovrà fare il governo

Trattandosi di una legge delega, le misure diventeranno operative con i decreti legislativi del governo. I principi fissati dal Parlamento prevedono una programmazione triennale, procedure più semplici e tempi certi per i contributi, controlli più stretti sull'uso dei fondi pubblici, sostegno alla produzione indipendente e alle opere prime e seconde, un piano per riaprire e riqualificare le sale. Sono previste anche garanzie per i diritti di autori e interpreti rispetto all'intelligenza artificiale, misure contro la pirateria e la revisione dell'indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo.

Per arrivare al voto finale senza modificare il testo della Camera, i gruppi hanno ritirato gli emendamenti trasformandoli in ordini del giorno, le cui proposte saranno valutate nella fase di attuazione.

Il commento del ministro

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito la riforma un risultato storico per la cultura italiana, sottolineando il voto condiviso tra maggioranza e opposizioni.

Fonti: ANSA · AGI · Italpress

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