Il disegno di legge ColtivaItalia è legge. Mercoledì 4 novembre l'Aula del Senato lo ha approvato in via definitiva con 76 voti favorevoli, nessun contrario e 64 astenuti. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, mette a disposizione dell'agricoltura oltre un miliardo di euro.

Le principali misure

La parte più consistente delle risorse è divisa in tre capitoli da 300 milioni ciascuno: le filiere locali e le colture strategiche, il piano Allevamento Italia per la carne bovina e la linea vacca-vitello, il settore olivicolo con il Piano olivicolo nazionale 2026-2030. Il Fondo per la sovranità alimentare viene rifinanziato con 70 milioni, destinati a filiere in difficoltà come grano tenero, orzo, mais e proteine vegetali.

Per l'imprenditoria giovanile e femminile sono previsti 150 milioni, per il 65% sotto forma di mutui e per il 35% come contributi a fondo perduto. Ismea metterà inoltre a disposizione 8.417 ettari di terreni in comodato gratuito per dieci anni a giovani tra i 18 e i 41 anni, con la possibilità di acquistarli alla fine al 50% del valore iniziale. I Comuni potranno censire i terreni inutilizzati in una banca comunale delle terre.

Ulivi, grano e contratti di filiera

La legge vieta di espiantare ulivi delle produzioni Dop e Igp per fare spazio a impianti fotovoltaici o eolici, salvo il reimpianto nello stesso sito o in aree vicine. Per la filiera del frumento sono stanziati 10 milioni per i contratti di filiera, con un credito d'imposta dal 20% al 40% per accordi di durata tra tre e cinque anni.

Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, che aveva presentato il testo nel 2025, ha definito il provvedimento il più grande piano strategico per l'agricoltura. Per rendere spendibili i fondi serviranno ora i decreti attuativi.

Fonti: ANSA · Italpress · Efa News

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