Nel terzo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo italiano è rimasto fermo rispetto ai tre mesi precedenti. Lo indica la stima preliminare diffusa dall'Istat il 30 ottobre: la variazione congiunturale è pari a zero, mentre rispetto allo stesso periodo del 2025 l'economia cresce dello 0,8%, in leggero rallentamento dal +1,0% registrato nel secondo trimestre.

I numeri della stima

I dati sono calcolati su valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati. L'Istat parla di «sostanziale stazionarietà» rispetto al trimestre precedente. Il periodo da luglio a settembre ha contato quattro giornate lavorative in più rispetto al secondo trimestre e una in più rispetto al terzo trimestre del 2025.

La pausa congiunturale lascia invariata allo 0,8% la crescita acquisita per l'intero 2026, cioè l'aumento annuo che si otterrebbe se negli ultimi tre mesi dell'anno il Pil non registrasse alcuna variazione. Il 2026 ha nel complesso tre giornate lavorative in più rispetto al 2025.

Servizi e agricoltura in crescita, industria in calo

Dal lato dell'offerta, il valore aggiunto è aumentato nei servizi e nell'agricoltura, mentre è diminuito nell'industria. Dal lato della domanda, il contributo della componente nazionale, al lordo delle scorte, è stato positivo e ha compensato quello negativo della domanda estera netta, cioè della differenza tra esportazioni e importazioni.

Si tratta della stima preliminare, diffusa a circa 30 giorni dalla fine del trimestre: per ora l'Istat indica solo la direzione dei contributi di domanda e offerta, senza il dettaglio delle singole voci come consumi delle famiglie, investimenti ed esportazioni.

Il dato arriva negli stessi giorni in cui il governo ha trasmesso al Parlamento la legge di bilancio per il 2027, che ora passa all'esame delle Camere.

Fonti: ANSA · Adnkronos · Agrapress

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