Il disegno di legge di bilancio per il 2027, trasmesso alla Camera dopo il via libera del Quirinale, proroga per un altro anno l'Ape sociale, l'anticipo pensionistico riservato ad alcune categorie di lavoratori, e alza di un mese l'età minima per accedervi: da 63 anni e 5 mesi a 63 anni e 6 mesi. Il testo, composto da 157 articoli, istituisce anche un nuovo fondo da 850 milioni di euro l'anno per sostenere l'uscita dal mercato del lavoro.
Cosa cambia per l'Ape sociale
Il requisito di 63 anni e 5 mesi era quello applicato alle domande presentate nel triennio 2024-2026. Con la proroga prevista dalla manovra, chi vorrà usare lo strumento nel 2027 dovrà avere almeno 63 anni e 6 mesi, oltre agli altri requisiti già previsti per le singole categorie.
Secondo le stime contenute nel testo, gli accessi nel 2027 dovrebbero essere circa 27mila. Per finanziare la misura la manovra autorizza una spesa di 180 milioni di euro nel 2027, 370 milioni nel 2028, 350 nel 2029, 300 nel 2030, 170 nel 2031 e 30 milioni nel 2032.
Il nuovo fondo da 850 milioni
Nello stato di previsione del ministero del Lavoro e delle politiche sociali nasce un fondo con una dotazione di 850 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029. Le risorse serviranno per interventi a sostegno dell'uscita dal lavoro, che dovranno essere definiti con un successivo provvedimento legislativo. Il testo indica che le misure potranno riguardare anche persone in particolari condizioni di difficoltà e prevedere strumenti legati agli ammortizzatori sociali, senza però specificare ancora chi ne potrà beneficiare.
Le altre novità sulle pensioni
Lo stesso disegno di legge modifica anche il meccanismo di rivalutazione degli assegni: l'adeguamento pieno all'inflazione resterebbe solo per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo Inps, pari a 2.447,40 euro lordi al mese, mentre per gli importi più alti è prevista una rivalutazione parziale.
Si tratta per ora di proposte del governo: la manovra deve ora essere esaminata dal Parlamento e il testo può cambiare prima dell'approvazione definitiva. Per valutare la propria situazione conviene rivolgersi all'Inps o a un patronato.
Fonti: Adnkronos · ANSA · Il Tirreno





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