L'estate di San Martino è il nome con cui in Italia si indica una breve fase di tempo stabile, soleggiato e insolitamente mite che può presentarsi nella prima metà di novembre, a ridosso dell'11, giorno in cui la Chiesa ricorda San Martino di Tours. Non è una stagione vera e propria né un appuntamento fisso del calendario: in alcuni anni arriva puntuale, in altri non si vede affatto. Ecco che cosa c'è dietro il detto, sia dal punto di vista della meteorologia sia da quello della tradizione.

Che cos'è l'estate di San Martino

Con questa espressione si descrive una pausa di bel tempo che segue le prime piogge e i primi freddi dell'autunno: cielo sereno o poco nuvoloso, vento debole e temperature pomeridiane più alte della media del periodo. Il proverbio più noto la riassume così: «l'estate di San Martino dura tre giorni e un pochino». La durata indicata dal detto, però, non ha un valore scientifico: gli episodi possono esaurirsi in un giorno oppure, in alcuni casi, prolungarsi per settimane.

Non va nemmeno confusa con un ritorno dell'estate. A metà novembre le giornate sono corte e il sole resta basso sull'orizzonte: anche con il cielo limpido le ore di riscaldamento sono poche, mentre le notti lunghe favoriscono un forte raffreddamento del suolo. Il risultato è un clima gradevole nelle ore centrali, ma fresco o freddo al mattino presto e dopo il tramonto.

Perché arriva l'estate di San Martino: il ruolo dell'anticiclone

Dal punto di vista meteorologico, il fenomeno coincide con l'espansione di un anticiclone, cioè di un'area di alta pressione, sul Mediterraneo e sull'Europa meridionale. A seconda degli anni, l'alta pressione può estendersi dalle Azzorre oppure dal Nord Africa; altre analisi descrivono un'espansione dalla penisola iberica verso il Mediterraneo.

Sotto un anticiclone l'aria tende a scendere verso il suolo, si comprime e diventa più secca, e questo ostacola la formazione delle nubi. Per questo le giornate sono stabili e le precipitazioni scarse o del tutto assenti.

Il detto ha un fondo di verità? Il sito specializzato 3bmeteo ha messo a confronto la situazione barica media dell'11 novembre negli ultimi vent'anni: al Centro-Nord e su gran parte dell'Europa prevalgono condizioni anticicloniche e secche, spesso con temperature sopra la media, mentre al Sud, in particolare in Sicilia, e sul Nord Africa la tendenza è opposta, con circolazioni cicloniche e valori nella norma o inferiori. In altre parole, il fenomeno trova qualche riscontro nei dati, ma non riguarda tutta l'Italia allo stesso modo e non si ripete ogni anno.

Sole in montagna, nebbia in pianura

Le fasi di alta pressione autunnali hanno spesso due facce. In collina e in montagna il cielo è limpido e le temperature possono risultare più alte che a valle; nelle pianure e nei fondovalle, invece, l'aria fredda e pesante ristagna vicino al suolo. È il fenomeno dell'inversione termica: la temperatura, invece di diminuire con la quota, aumenta salendo, perché l'aria più calda e leggera resta sopra lo strato freddo.

Con l'aria ferma e l'umidità intrappolata negli strati bassi si formano facilmente nebbie e nubi basse, soprattutto in Pianura Padana e nelle valli interne del Centro, come quelle di Toscana e Umbria. La stessa stabilità che regala il sole impedisce il ricambio dell'aria: nelle giornate anticicloniche gli inquinanti tendono ad accumularsi e la qualità dell'aria nelle città di pianura può peggiorare.

ElementoChe cosa succede di solitoPerché
CieloSereno o poco nuvolosoL'alta pressione ostacola la formazione delle nubi
Ore centraliTemperature sopra la media del periodoAria stabile e sole senza nubi
Notte e primo mattinoFreddo e rugiadaIl cielo limpido lascia disperdere il calore del suolo
Pianure e fondovalleNebbie e nubi basseInversione termica e umidità negli strati bassi
MontagnaSole e aria più mite che a valleL'aria calda resta sopra quella fredda
Qualità dell'ariaPossibile aumento degli inquinantiL'aria ferma non si rinnova

La leggenda del mantello e la figura di San Martino

Il nome viene dalla tradizione cristiana. Martino nacque in Pannonia, l'attuale Ungheria, intorno al 316 e, come ricordava Benedetto XVI nell'Angelus dell'11 novembre 2007, fu indirizzato dal padre alla carriera militare. Secondo il racconto più diffuso, un giorno d'autunno, alle porte di Amiens, in Francia, il giovane soldato incontrò un povero quasi nudo e tremante per il freddo: tagliò in due il proprio mantello con la spada e gliene donò metà. La notte seguente, narra la tradizione, Gesù gli apparve in sogno avvolto in quel mantello.

La leggenda aggiunge un dettaglio legato al tempo: subito dopo quel gesto la pioggia sarebbe cessata e il sole sarebbe tornato a scaldare l'aria. Da qui l'idea di una piccola estate concessa in pieno autunno. Lasciato l'esercito, Martino raggiunse a Poitiers il vescovo Ilario, fondò con alcuni discepoli il monastero di Ligugé, considerato il più antico monastero conosciuto d'Europa, e fu poi acclamato vescovo di Tours. La Chiesa lo ricorda l'11 novembre.

Tradizioni e proverbi legati all'11 novembre

Nel mondo contadino l'11 novembre aveva anche un valore pratico: segnava la fine dell'annata agraria e la scadenza dei contratti, in particolare quelli di mezzadria. Le famiglie a cui il contratto non veniva rinnovato dovevano lasciare il podere e trasferirsi altrove, caricando i propri beni sui carri. Da qui l'espressione «fare San Martino», che in Piemonte e in Lombardia significa ancora traslocare. Le giornate miti del periodo rendevano il viaggio meno faticoso.

San Martino è legato anche al vino nuovo, che per tradizione si cominciava ad assaggiare in questi giorni, e a diverse usanze gastronomiche locali: castagne arrostite e carne alla brace nell'Ascolano, pittule e vino nel Salento, biscotti tipici a Palermo. A Venezia i bambini girano per la città con pentole e coperchi chiedendo dolciumi, mentre in Veneto si preparano dolci a forma di santo a cavallo.

Il calendario contadino ha conservato anche alcuni detti sulla semina: si riteneva che seminare dopo questa data desse raccolti scarsi, da cui il proverbio «per San Martino la sementa del poverino».

Un fenomeno conosciuto anche all'estero

Periodi di bel tempo autunnale con giornate tiepide e notti fresche non sono un'esclusiva italiana. Nei Paesi di lingua inglese si parla di "Indian summer", in Russia di "bab'e leto", cioè "l'estate delle nonne", mentre in tedesco il termine è "Altweibersommer". Secondo SRF Meteo, il servizio meteo della televisione pubblica svizzera, l'Altweibersommer cade però più presto, di solito tra la seconda metà di settembre e l'inizio di ottobre, e il nome non ha a che fare con le "vecchie donne": deriva da un antico termine legato alla tessitura, per via delle ragnatele rese ben visibili dalla rugiada del mattino.

Negli ultimi anni, osserva Geopop, configurazioni anticicloniche di questo tipo si sono presentate con maggiore frequenza e persistenza, un andamento che viene messo in relazione con il riscaldamento climatico, particolarmente evidente nell'area mediterranea.

Consiglio: le belle giornate di novembre possono ingannare. Prima di uscire controlla le previsioni locali e vestiti a strati per affrontare mattine fredde e pomeriggi miti. Se ti sposti in auto in pianura, parti con un po' di margine: la nebbia del mattino può ridurre molto la visibilità. Nelle città dove l'aria ristagna è utile consultare i bollettini sulla qualità dell'aria dell'agenzia ambientale della tua regione.

Domande frequenti

Quando cade l'estate di San Martino?

Non ha date fisse. Per tradizione si colloca intorno all'11 novembre, festa di San Martino di Tours, ma la fase mite può arrivare qualche giorno prima o dopo, oppure non presentarsi affatto.

Quanto dura l'estate di San Martino?

Il proverbio parla di «tre giorni e un pochino», ma la durata dipende da quanto resiste l'anticiclone: si va da un solo giorno a periodi molto più lunghi.

Succede ogni anno?

No. I dati medi mostrano una certa tendenza a condizioni anticicloniche al Centro-Nord intorno all'11 novembre, ma ci sono anni piovosi o freddi, e al Sud la tendenza è spesso opposta.

Perché con l'alta pressione c'è la nebbia?

Perché l'aria fredda e umida resta intrappolata vicino al suolo sotto uno strato più caldo. Senza vento né rimescolamento, l'umidità condensa e forma nebbie, soprattutto in Pianura Padana e nelle valli.

Che cosa significa «fare San Martino»?

Significa traslocare. L'espressione nasce dalla scadenza dei contratti agrari all'11 novembre, quando le famiglie contadine che non vedevano rinnovato il contratto dovevano lasciare il podere.

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