Cellule epiteliali poligonali frequenti e una espressione che compare spesso nei referti di esami di laboratorio, in particolare nell’esame delle urine e in alcuni esami citologici. Questo articolo spiega cosa significa davvero, quando e normale, quando suggerisce contaminazione del campione e quando invece richiede approfondimenti.
Troverai esempi pratici, soglie numeriche comunemente usate in laboratorio e riferimenti a linee guida di organismi come EAU, CDC e OMS. L’obiettivo e chiarire senza allarmismi, ma con dati e buone pratiche aggiornate al 2026.
Che cosa sono le cellule epiteliali poligonali
Con l’espressione cellule epiteliali poligonali ci si riferisce di solito a cellule di rivestimento con profili angolari. Il termine appare spesso nei referti di microscopia delle urine. Le cellule epiteliali piu comuni nelle urine sono di tre tipi: squamose (pavimentose), transizionali (uroteliali) e tubulari renali. Le squamose sono grandi, appiattite, con margini poligonali evidenti. Provengono soprattutto da vulva, uretra distale o cute periuretrale. Le uroteliali derivano da vescica, ureteri e pelvi renale. Le tubulari renali sono piu piccole, con nucleo relativamente grande, e denotano interessamento parenchimale se numerose.
In condizioni normali, piccole quantita di cellule epiteliali possono essere presenti. Molti laboratori riportano come “0–5 per campo ad alto ingrandimento (HPF)” un intervallo frequente ma non patologico. Valori piu alti vanno interpretati nel contesto. La forma poligonale da sola non indica malattia. Segnala semplicemente il tipo cellulare piu probabile, spesso squamoso. La valutazione clinica considera anche leucociti, nitriti, batteriuria, cilindri e sintomi. Senza questi elementi, la sola abbondanza di cellule squamose suggerisce piu facilmente contaminazione del campione che infezione.
Perche compaiono spesso nell’esame urine
La causa piu comune di “cellule epiteliali poligonali frequenti” nelle urine e la contaminazione del campione. Accade quando la raccolta non e midstream clean-catch o quando i genitali non vengono detersi prima del prelievo. Le cellule squamose della cute e della mucosa vulvo-uretrale finiscono nel contenitore e vengono viste al microscopio. Questo fenomeno e particolarmente comune nelle donne, in gravidanza e nei pazienti con difficolta motorie.
In altri casi, l’aumento riflette infiammazione o irritazione locale. Uretriti, vaginiti, cistiti o un catetere a dimora possono aumentare la desquamazione. Secondo i CDC, il 50–60% delle donne sperimentera almeno una infezione urinaria nella vita, e fino al 25–30% avra una recidiva entro 6 mesi. Nei periodi di infezione acuta si osserva spesso piuria, batteriuria e nitriti positivi, mentre le cellule epiteliali da sole restano un indicatore aspecifico. Le Linee Guida EAU 2025 sottolineano l’importanza della tecnica di raccolta per ridurre i falsi positivi.
Possibili cause frequenti:
- Contaminazione da raccolta non midstream o senza detersione.
- Irritazione o infiammazione uretrale o vulvovaginale.
- Presenza di catetere o dispositivi urologici.
- Cistite batterica o chimica, soprattutto con piuria.
- Gravidanza e variazioni ormonali con maggiore desquamazione.
Come interpretare la dicitura “frequenti” nel referto
Molti laboratori riportano le cellule epiteliali in modo semiquantitativo: rare, poche, moderate, numerose. Altri usano conteggi per HPF. Una cornice pratica, pur con variabilita locale, considera comuni 0–5/HPF, lievemente aumentate 6–10/HPF, moderate 11–20/HPF e numerose oltre 20/HPF. Alcuni laboratori segnalano possibile contaminazione quando le cellule squamose superano 15–20/HPF. Questi intervalli non sono universali, ma aiutano l’interpretazione insieme al quadro clinico.
Il termine “frequenti” quindi non equivale a patologia certa. Indica una quantita sopra il normale atteso. Va raffrontata con altri indici: leucociti >10/HPF, nitriti positivi, batteri visibili o coltura significativa (es. >10^5 CFU/mL nel campione a mitto intermedio). Linee Guida EAU e raccomandazioni CDC insistono nel non trattare automaticamente con antibiotici sulla sola base di epiteliali abbondanti. Nel 2026, l’OMS ribadisce che l’uso non necessario di antibiotici favorisce resistenze, con tassi di resistenza ai fluorochinoloni in Escherichia coli che in molte regioni superano il 30–50%. La corretta lettura del referto evita terapie inappropriate.
Relazione con infezioni urinarie e infiammazione
Le cellule epiteliali poligonali frequenti, da sole, non diagnosticano una infezione urinaria. Sono un indizio debole. La diagnosi si rafforza quando coesistono segni clinici e di laboratorio. Disuria, urgenza, pollachiuria, dolore sovrapubico e urine torbide suggeriscono infezione. In laboratorio, piuria e nitriti positivi sono piu specifici. Una coltura positiva resta il riferimento nei casi dubbi o recidivanti. Le EAU 2025 raccomandano di integrare sintomi, stick urine e microscopia prima di avviare terapia.
La presenza di molte cellule squamose puo invece indicare che il campione e stato contaminato dal tratto genitale esterno. In quel caso si rischia di sovrastimare la batteriuria. Una nuova raccolta midstream riduce errori. I CDC segnalano che una gestione prudente riduce trattamenti inutili, importante nel contesto 2026 di resistenze antimicrobiche crescenti. In pazienti asintomatici, soprattutto anziani e portatori di catetere, la batteriuria asintomatica e comune e non va trattata, salvo eccezioni come gravidanza o procedure urologiche.
Segni che rafforzano il sospetto di UTI:
- Leucociti aumentati al microscopio o esterasi leucocitaria positiva.
- Nitriti positivi allo stick, specie con batteri Gram negativi.
- Batteri evidenti al microscopio o coltura con carica significativa.
- Sintomi clinici locali come disuria, urgenza, dolore sovrapubico.
- Febbre e dolore al fianco nei quadri di pielonefrite.
Quando preoccuparsi e quando no
Se il referto indica “cellule epiteliali poligonali frequenti” ma non ci sono sintomi, nitriti e leucociti sono assenti, e la raccolta potrebbe essere stata imprecisa, la probabilita di contaminazione e alta. In questo scenario, e ragionevole ripetere l’esame con tecnica corretta prima di qualsiasi terapia. Molti laboratori italiani, inclusi quelli che seguono le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanita, invitano a contestualizzare il dato e a evitare trattamenti non necessari in assenza di segni di infezione.
Occorre piu attenzione se compaiono cellule tubulari renali in numero aumentato o cilindri cellulari. Questi elementi, pur meno frequenti, suggeriscono danno renale acuto o interessamento parenchimale. Anche ematuria significativa, proteinuria marcata o sintomi sistemici meritano valutazione rapida. Nei pazienti immunodepressi, in gravidanza o con trapianto renale, la soglia di attenzione e piu bassa. Ricorda che, secondo CDC 2024, gli esiti peggiori si riducono con percorsi diagnostici tempestivi e mirati, non con antibiotici empirici dati “a tappeto”.
Buone pratiche di prelievo e analisi del campione
Ridurre le cellule epiteliali da contaminazione e possibile con poche regole. La raccolta midstream clean-catch e fondamentale. Detersione dei genitali, eliminazione del primo getto, raccolta del flusso intermedio, contenitore sterile, chiusura immediata. Il campione va analizzato entro 2 ore oppure refrigerato a 4 C e processato idealmente entro 24 ore. Il ritardo aumenta la lisi cellulare e altera il conteggio.
Queste misure migliorano l’accuratezza dei risultati e diminuiscono i falsi positivi. In strutture che applicano protocolli rigorosi, la quota di campioni scartati per contaminazione si riduce sensibilmente. Le raccomandazioni EAU e molte procedure ospedaliere europee nel 2025 ribadiscono la centralita della qualita preanalitica. Per i pazienti con difficolta motorie o incontinenza, i professionisti sanitari possono assistere la raccolta o considerare metodi alternativi, seguendo le indicazioni cliniche.
Passi pratici per una raccolta corretta:
- Lavare le mani e detergere i genitali con salviette pulite.
- Eliminare il primo getto, raccogliere il mitto intermedio senza toccare l’interno del contenitore.
- Chiudere subito il contenitore e applicare l’etichetta.
- Consegnare al laboratorio entro 2 ore o refrigerare a 4 C.
- Informare il laboratorio su farmaci, mestruazioni, gravidanza o dispositivi urologici.
Dati numerici utili per contestualizzare
Per l’esame urine, molti laboratori considerano fisiologiche 0–5 cellule epiteliali/HPF. Tra 6 e 10/HPF e un aumento lieve. 11–20/HPF indicano aumento moderato. Oltre 20/HPF spesso viene segnalato come “numerose” o “frequenti”. Sopra 15–20 cellule squamose/HPF cresce la probabilita di contaminazione, specie se i leucociti non sono aumentati. Ricorda che i range possono variare in base ai protocolli locali e agli strumenti.
Sul fronte epidemiologico, i CDC stimano che ogni anno negli USA si registrino milioni di UTI, con costi sanitari rilevanti. In Europa, EAU 2025 sottolinea l’onere delle UTI ricorrenti e la necessita di stewardship antibiotica. L’OMS, tramite GLASS, riporta nel 2024–2026 tendenze crescenti di resistenza agli antibiotici in uropatogeni chiave. In molte regioni, la resistenza di E. coli ai fluorochinoloni supera il 30%, e in alcuni contesti raggiunge o oltrepassa il 50%. Questi numeri giustificano un approccio prudente: evitare di interpretare cellule epiteliali frequenti come sinonimo di infezione e trattare solo quando i criteri clinici e microbiologici sono soddisfatti.
Altri contesti clinici oltre le urine
La dicitura “cellule epiteliali poligonali” puo comparire anche in altri esami. Nella citologia cervico-vaginale (Pap test) descrive spesso cellule squamose superficiali normali, con margini poligonali. La semplice abbondanza non indica malattia. Conta di piu la presenza di atipie nucleari, coilociti o displasia. L’OMS e molte autorita sanitarie nazionali riportano nel periodo 2024–2026 forti benefici dei programmi di screening e vaccinazione anti HPV, con riduzioni marcate delle lesioni precancerose nelle coorti con alta copertura vaccinale. Il principio resta lo stesso: la morfologia di base non basta. Serve il contesto citologico e clinico.
Anche in espettorato o in raschiati cutanei si possono descrivere cellule epiteliali poligonali. In espettorato indicano spesso contaminazione orofaringea se abbondanti, mentre un campione ricco di cellule alveolari o macrofagi e piu rappresentativo delle vie aeree inferiori. Nelle dermatiti, la descrizione riguarda la tipologia di cheratinociti superficiali. In tutti i casi, la parola “frequenti” e un indicatore quantitativo, non una diagnosi in se. Consultare il medico o lo specialista aiuta a tradurre il referto in decisioni pratiche.
Dove potresti incontrare questa dicitura:
- Esame urine con microscopia del sedimento.
- Pap test e citologia cervico-vaginale.
- Tamponi vaginali o uretrali.
- Espettorato per analisi citologica.
- Raschiati cutanei o campioni dermatologici.


